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Decima Sala – Basilica di S. Eufemia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Luglio 2010 22:11

Basilica di S. Eufemia

La Basilica di S. Eufemia sorge all’interno del Palazzo Arcivescovile, la cui area era occupata dalla residenza dei Duchi Longobardi, come ricordano i documenti dei secoli VIII e IX. La prima notizia del monastero di S. Eufemia e dell'annessa chiesa risale al secolo X, quando la badessa del Monastero di S. Eufemia, chiese al monaco benedettino Giovanni Cassinese di scrivere la vita di S. Giovanni Arcivescovo di Spoleto.

Verso la metà del secolo XII il complesso fu adibito a Palazzo Vescovile, probabilmente in seguito ai lavori di ampliamento della cattedrale che comportarono l'utilizzo dell'area occupata dalla antica residenza dei Vescovi.

Verso la fine del XIV secolo fu commissionato ad un modesto pittore di ritrarre il complesso del Palazzo Vescovile; costui ci ha lasciato, nei locali dell'azntica cancelleria, se così si può dire, un'istantanea del complesso e di S. Eufemia prima che cominciassero i grandi interventi edilizi sulle strutture del palazzo. Verso la metà del XV secolo la diocesi spoletina fu retta dal Patriarca d'Alessandria, il veneziano Marco Condulmer e all'incirca a quell'epoca la chiesa sembra aver cambiato l’antico titolo di S. Eufemia o S. Giovanni Arcivescovo, in quello di S. Lucia, e venne realizzato il trittico per l'altare maggiore, oggi conservato al Museo Diocesano.

Abside Sant'Eufemia

Alla fine del XV secolo è riferibile il dipinto del semicatino dell'abside principale che presenta l'Eterno tra i cherubini.

L'interno, pur nella esiguità degli spazi, colpisce per la giustezza di ritmi e di proporzioni: le colonne e i pilastri, spesso ottenuti con elementi di spoglio provenienti da edifici classici ed alto medioevali, scandiscono le tre navate; la presenza di matronei, è stata posta in relazione con la tradizione secondo cui Sant'Eufemia occupò l'area dell'antica residenza regia e ducale dove, sul tipo della cappella palatina di Aquisgrana, esistevano i matronei.

Matroneo Sant'Eufemia

La navata centrale è preceduta da un nartece interno, che occupa lo spazio della prima campata e rende possibile la comunicazione fra i due matronei;

Basilica di Sant'Eufemia - Particolare della colonna

la copertura è a volte. Fra la seconda e la terza campata è usato come sostegno un pilastro preziosamente decorato su 3 facce, resto di una trabeazione che doveva appartenere ad un ricco edificio altomedioevale; sulla seconda colonna un affresco rappresentante S. Lucia, datato 1455; sul terzo pilastro è rappresentata una Santa martire, affresco riferibile a Bartolomeo da Miranda.

Nel presbiterio l'altare marmoreo, è ornato di un bellissimo paliotto del sec. XIII, arricchito di ornati cosmateschi e cinque finissimi rilievi rappresentanti l’Agnus Dei ed i Simboli degli Evangelisti.

 

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